Il Blog di Paolo Gobbi

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Testamento biologico

l’Unità 18.9.09
Il Tribunale accoglie il ricorso del Movimento difesa cittadini. Influirà sul Testamento biologico
Sconfessati l’ordinanza Sacconi e il testo del Senato. Il ministro: subito la «leggina Eluana»
Il Tar: non si può imporre l’alimentazione artificiale
di N.L.

Il Tar del Lazio: alimentazione e idratazione forzata non si possono imporre a nessuno. Una sentenza che «chiarisce ambiguità» per Marino, Pd. Sacconi vuole subito la «leggina» che impone i trattamenti.
Ignazio Marino: «La sentenza chiarisce: non si possono discriminare i pazienti»

L’alimentazione e l’idratazione forzata non possono essere imposte. A nessuno, né in stato cosciente, né incosciente, e anche se si trova in stato vegetativo un cittadino può esprimere, ex post, la propria volontà di interrompere terapie giudicate inutili. Volontà che possono essere ricostruite, per non discriminare tra pazienti che possono esprimere il loro consenso. Il Tar si rifà al «diritto di rango costituzionale della libertà personale», inviolabile secondo l’art. 13 della Costituzione.
A sette mesi dal caso Eluana, il Tar del Lazio di fatto boccia il cuore della legge sul testamento biologico passata al Senato, ora in commissione alla Camera. Il tribunale regionale ha accolto il ricorso del «Movimento di difesa dei cittadini» contro l’ordinanza del ministro Sacconi emanata l’anno scorso, che imponeva alimentazione e idratazione forzata. Principi contenuti nel testo Calabrò: sono trattamenti che il malato in stato vegetativo non può rifiutare neppure con una dichiarazione anticipata di trattamento.
Ignazio Marino del Pd, afferma invece che la sentenza «chiarisce molte ambiguità» che si sono create sul caso Englaro, perché afferma che non si possono imporre l’alimentazione e l’idratazione artificiale ad un paziente, nemmeno se si trovi in stato vegetativo permanente». L’imposizione, secondo il chirurgo, causerebbe «delle discriminazioni tra due pazienti, tra due cittadini italiani, che devono avere gli stessi identici diritti rispetto alla scelta delle terapie, come prevede del resto la nostra Costituzione».
Il ministro del Welfare Sacconi riparte all’attacco e tuona che «è ancora più urgente la “norma Englaro”». Sarebbe la «leggina» che impone come «inalienabile diritto» alimentazione e idratazione forzata. Il ministro fa un pressing sulla soluzione lampo rilanciata ieri da Eugenia Roccella, «nel caso alla Camera si allungassero i tempi». La «leggina», varata dal consiglio dei ministri a febbraio (per bloccare la scelta del padre di Eluana), è «ferma al Senato», spiega Roccella.
RISPETTO DELLA COSTITUZIONE
Una sentenza «molto importante», commenta Vittoria Franco del Pd: «Conferma quanto sostenuto dalla sentenza della Corte di Cassazione a proposito del caso Englaro: stabiliva che la libertà della persona rispetto alle terapie è una libertà assoluta». «Il ministro getta benzina sul fuoco», per Livia Turco, Pd, «la norma che vorrebbe è un’ imposizione che impedirebbe il più elementare sentimento di pietas e di rispetto della persona umana». La notizia è accolta con soddisfazione dai radicali, apprezzata anche dall Fp Cgil Medici.
La sentenza del Tar si inserisce nella discussione sulla legge del biotestamento, che Marino spera sia cambiata in modo «equilibrato». Come la vorrebbe il presidente della Camera, Fini. Ieri a Montecitorio ha avuto un colloquio con Savino Pezzotta, dell’ Udc: «Abbiamo parlato di laicità e della riflessione che oggi impone la multireligiosità», ha raccontato l’ex segretario della Cisl. Il fronte teocon del Pdl fa muro, Maurizio Gasparri bolla sprezzate come «fantasie amministrative» la sentenza del Tar.

istruzioni per l’uso di Adele Sarno

Il dibattito sul Testamento biologico in Italia porta il nome di Eluana Englaro. La giovane che, dopo 17 anni vissuti in stato vegetativo permanente, è morta per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale. Stop autorizzato da una sentenza della Corte costituzionale, dopo un lungo iter giudiziario avviato e voluto dal padre Beppino. E oggi, nell’attesa di una legge che disciplini il Testamento biologico in Italia, in rete in molti rilasciano le proprie ‘dichiarazioni anticipate di volontà’. Un esempio è il Il blog di Marco Cattaneo “Nella pienezza delle mie facoltà fisiche e mentali, dispongo quanto segue…”. Non manca nulla: data di nascita, nome del firmatario e l’elenco delle disposizioni sui futuri ed eventuali trattamenti sanitari a cui desidera essere o non essere sottoposto nell’eventualità in cui sia affetto da ‘malattia allo stadio terminale, da una malattia o una lesione traumatica cerebrale invalidante e irreversibile, da una malattia implicante l’uso permanente di macchine o altri sistemi artificiali e tale da impedirmi una normale vita di relazione’. Ma quanto vale oggi un documento che esprime una dichiarazione anticipata di volontà? “Nulla o quasi – spiega il professor Gianfranco Pasquino, costituzionalista e docente di Scienza Politica all’Università di Bologna –. In Italia manca una legge che obblighi a seguire il Testamento biologico come negli Stati uniti e in vari paesi del Nord Europa. Per cui l’interpretazione di un documento come uno di quelli che si trova in rete, sia dal punto di vista giuridico sia pratico, dipende dalla discrezionalità di un medico o di un giudice”.

La Costituzione e trattamenti sanitari obbligatori.

“L’articolo 32 della nostra Costituzione parla chiaro: nessuno può essere obbligato a ricevere trattamenti sanitari contro la propria volontà – continua a spiegare Pasquino-”. In pratica la Carta detta un principio per cui sia la Cassazione sia la Corte costituzionale possono interpretare e dare ragione alle volontà di una persona che non vuole essere sottoposta a trattamenti sanitari che la costringerebbero a interventi che prolunghino sofferenze o che impongano l’alimentazione o l’idratazione artificiale anche quando si è in uno stato di coma irreversibile. “Rilasciare un ‘Testamento biologico’ oggi, in attesa di una legge che lo introduca nel nostro ordinamento, significa dare a un tutore, ovvero a una persona designata a tutelare la persona che perde le proprie facoltà intellettive, una possibilità di rivolgersi a un magistrato. Questo però deve comunque interpretare la legge ed emettere una sentenza”. Ma, aggiunge Pasquino, bisogna anche considerare che insieme alla propria volontà si lascia anche un fardello, fatto di emozioni e paura. “Una legge, come quella discussa nei giorni scorsi, però è meglio non averla. Affermando che idratazione e alimentazione non sono trattamenti sanitari si introduce un divieto, perché in realtà non si può più scegliere. Nessuno potrebbe interrompere idratazione e nutrizione artificiali nemmeno di fronte a una dichiarazione, scritta davanti a testimoni, in cui si dice di non volere tali terapie”.

Il notaio e il testamento biologico.

Nonostante manchi in Italia una normativa che disciplini il Testamento biologico, si può comunque con un atto notarile designare un amministratore di sostegno che dovrà essere poi nominato dal giudice, dandogli istruzioni anche in materia di trattamento medico. Ma attenzione, non essendoci una normativa sul testamento biologico tali disposizioni non sono vincolanti. Inoltre – si legge sul sito del Consiglio nazionale del notariato – poiché “la valutazione di prestare il proprio ministero nel caso specifico non potrà che essere del singolo notaio, sia per considerazioni di ordine etico che di ordine giuridico, i Consigli Distrettuali notarili presenti sul territorio nazionale predisporranno un elenco dei professionisti disponibili”.

I testi in discussione e l’iter.

Posizioni diversissime per i dieci disegni di legge sul Testamento biologico in esame alla commissione Sanità del Senato. Sei quelli dell’opposizione che affermano il diritto di decidere dei trattamenti sanitari ‘di fine vita’. I quattro della maggioranza invece sono di segno opposto e dicono No a forme di eutanasia mascherata. Il punto di maggiore discussione riguarda la possibilità di interrompere alimentazione e idratazione artificiale, in molti vorrebbero escludere questi trattamenti sanitari da quelli su cui si può scegliere. L’iter: tra due settimane il testo sul testamento biologico approderà in Senato per le votazioni. Quale sarà quello preso in esame lo stabilirà la commissione Sanità, come spiegato da Raffaele Calabrò, autore del disegno base presentato nei giorni scorsi dalla maggioranza, e su cui si sarebbe dovuta articolare la discussione, prima che si concludesse la vicenda Englaro.

Si può depositare il Testamento biologico all’estero?

“Molti paesi del Nord Europa, come l’Olanda e la Svizzera, prevedono la possibilità di depositare il proprio ‘Testamento biologico’. Certo le procedure non sono semplici ma un cittadino italiano può fare testamento all’estero. Ma è soltanto lì che si ha il diritto di decidere da soli”.

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