INTRODUZIONE DEL SINDACO
RELAZIONE INTRODUTTIVA
Il mutato contesto economico di riferimento venutosi a creare dopo la crisi del 2008 ha modificato in modo permanente il mondo in cui viviamo. Il bilancio 2011 che l´Amministrazione Comunale si appresta ad approvare rappresenta, nell’ambito che ci compete, una risposta responsabile e coraggiosa alla crisi che sta investendo il nostro Paese.
Ora più che mai è di fondamentale importanza assumere scelte, pur se difficili e se necessario radicali, e proseguire nella necessaria riorganizzazione della macchina comunale, perfezionando un percorso atto ad incrementarne l’efficienza e la trasparenza con l´obiettivo di eliminare gli sprechi e migliorarne l’efficacia.
Le scelte che vengono portate avanti dalla Amministrazione sono condizionate dai tagli ai trasferimenti agli Enti locali con cui di fatto il Governo elimina servizi ai cittadini senza prendersi responsabilità alcuna.
I tagli fatti ai comuni ricadono sui cittadini e sulla comunità.
Per anni il comune ha potuto sostenere la qualità e la quantità dei servizi erogati grazie ad una grande spesa sociale. Questo oggi non è più possibile e perciò si prospettano due scelte: ridurre i servizi e gli aiuti alle famiglie e alle associazioni o investire sullo sviluppo liberando risorse per la scuola, per il sociale e per i servizi. La nostra amministrazione sceglie questa seconda strada. Verranno sostenuti i servizi sociali e scolastici, anche se non sarà possibile prescindere da una revisione della percentuale di autofinanziamento degli stessi. Il bilancio in presentazione contiene le risorse finalizzate agli interventi nelle frazioni, investimenti per la sistemazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, l´impegno per garantire il trasporto pubblico locale e lascia sostanzialmente inalterate le risorse destinate alla scuola e al sociale.
Siamo entrati in un epoca diversa da quelle a cui per decenni siamo stati abituati. E’ giunto al capolinea, mostrando tutte le sue incongruenze, un modello di sviluppo che dagli anni ottanta in poi si è basato sulla deregolamentazione, sul ricorso all’indebitamento (privato e pubblico), sulla centralità dei consumi (privati e pubblici) e sul consumo smodato delle risorse non rinnovabili, ad esempio il territorio, come fattori di crescita.
Il dover far fronte all’emergenza generata da questi comportamenti pubblici e privati comporta l’adozione di provvedimenti di finanza pubblica da parte del Governo e della Provincia che incidono anche sul bilancio del nostro Comune, sia in termini di risorse disponibili sia sulle modalità operative di gestione degli interventi.
L’accordo di Milano tra Stato e Provincia richiede che anche il Trentino partecipi alla riduzione del debito pubblico nazionale ed introduce non poche novità, tra cui quello dell’autonomia finanziaria: le entrate degli enti pubblici dipenderanno dalle tasse pagate direttamente sul nostro territorio.
In termini generali questo nuovo quadro di riferimento dovrebbe indurre tutti a spostare la spesa verso impieghi più efficienti e meglio mirati verso gli obiettivi che si vogliono conseguire.
In Trentino la riforma delle istituzioni, con la nascita delle Comunità di Valle, richiede a tutti un maggior impegno. E’ un’occasione da non perdere al fine di migliorare i servizi e nel contempo ridurre i costi utilizzando appieno il potenziale del nuovo ente come strumento di pianificazione e di razionalizzazione nell’utilizzo delle risorse. Nei prossimi mesi ci adopereremo affinché la Comunità di Valle sia riconosciuta come necessaria ed obbligatoria interlocutrice sulle materie di sua diretta competenza che sono anche determinanti in alcuni servizi, quali le attività socio-assistenziali, le politiche per l’edilizia sociale, il diritto allo studio, la gestione delle risorse del Fondo Unico Territoriale, la gestione del ciclo dei rifiuti. In questo ambito verrà accentrato anche il nostro Corpo intercomunale di Polizia Locale, attualmente operante sul territorio dei tre Comuni consorziati. Questo in considerazione delle nuove linee indicate dalla Pat sul tema della sicurezza e sulla necessità di aumentare l’efficienza del servizio.
Uno dei momenti più importanti dell’anno per la vita amministrativa di un ente pubblico è quello della predisposizione ed approvazione del bilancio previsionale perché in tale occasione è necessario fare delle scelte, avendo davanti le tante esigenze ed i limiti delle disponibilità finanziarie.
Noi abbiamo la fortuna di vivere in Trentino, terra che ha saputo negli ultimi decenni riscattarsi, vedere crescere molto il livello di qualità della vita, tanto da essere sempre ai primi posti nelle varie graduatorie stilate da autorevoli istituti di ricerca. Abbiamo saputo creare delle condizioni di vita tali per cui il Trentino è uno dei luoghi in cui si vive meglio in Italia.
Quindi partiamo da una situazione di vantaggio. Dobbiamo mantenerla e continuare ad operare affinchè si migliori ancora.
Il nostro primo bilancio è il documento di programmazione con cui iniziamo a fare scelte concrete che derivano dalle esigenze della comunità da noi considerate prioritarie e dalle disponibilità di bilancio. E’ però condizionato da pesanti fattori esogeni sia perchè arriva dopo la crisi avviatasi nel 2008 in America, che molti problemi sta creando anche al Trentino; sia perchè, al di là della crisi, l’enorme debito pubblico italiano impone anche al Trentino di contribuire alla sua riduzione. Secondo il Ministro Tremonti noi riceviamo come trasferimenti dallo Stato il 115% di quanto paghiamo di tasse, dovremmo arrivare al 90%. Le nuove regole introdotte dalla Pat da quest’anno incidono pesantemente sull’operatività dei 27 comuni con più di 3.000 abitanti in quanto non è più possibile contrarre mutui per finanziare nuovi investimenti e le opere pubbliche comunali non possono nemmeno essere realizzate utilizzando i fondi “risparmiati” negli anni precedenti ed evidenziati nei bilanci dei Comuni come avanzo di amministrazione.
A seguito dell’accordo di Milano dal 2019 il Trentino avrà a disposizione solo il 90% delle tasse pagate dai trentini, lo Stato si tratterrà il 10 % delle stesse. Attualmente ci viene trasferito il 115% di quanto incassato sul nostro territorio. Anche questo costituisce un cambio epocale: il 25% in meno delle risorse a nostra disposizione. Alla riduzione della disponibilità netta (il bilancio della PAT cala nel 2011 di 50,3 ML €), si aggiunge l’ulteriore norma del Patto di stabilità che impone il bilanciamento dei flussi di cassa in uscita con quelli in entrata. In tal modo si riduce ulteriormente la possibilità di investimento.
Dobbiamo quindi imparare ad essere più sobri e tutti assieme investire per le generazioni future. “A fare meglio con meno”.
Per superare la crisi la Provincia sta investendo moltissime risorse, finanziarie e non, per incrementare la competitività del nostro territorio in un mondo in cui la globalizzazione è un dato di fatto e la competizione è sempre più forte, in un contesto in cui grandi aree (Cina ed India, Brasile e Sudafrica), ma anche piccoli Stati, stanno crescendo a ritmi più sostenuti dei nostri e anche gli altri paesi europei hanno un’economia più dinamica. In Trentino si stanno realizzando e progettando infrastrutture per metterci in grado di competere con gli altri territori (strade e ferrovie, collegamenti informatici, università, istituti di ricerca).
Per fare ciò stanno però impegnando le entrate dei prossimi bilanci, cioè la quota di competenza della nostra Provincia delle tasse pagate dai residenti in Trentino, che verranno versate negli anni futuri, fino al 2028!
La crisi economica impone radicali mutamenti anche alla Pubblica Amministrazione. Anch’essa deve essere competitiva, nel senso che deve sapersi evolvere, stare al passo con i tempi, passare dalla cultura procedurale ad una di risultato per essere a fianco, all’unisono, del nostro sistema territoriale e dei cittadini che sono esposti alla competizione internazionale.
In questo possiamo dire che Mori ha precorso i tempi. La nostra Amministrazione ha portato a compimento la scelta fatta dalla precedente di avviare una riforma della macchina amministrativa. Processo avvenuto nella fase iniziale con il supporto del Consorzio dei Comuni. La filosofia della riforma che mirava alla razionalizzazione della struttura organizzativa, alla semplificazione dei procedimenti e all’ottenimento di un miglior servizio per il cittadino, ha trovato nel vertice della struttura, cioè il Segretario Comunale, un sostenitore altrettanto convinto. Tale riforma è ora pressoché ultimata. Dobbiamo ora confrontarci però con i vincoli alla spesa per personale che per i Comuni delle nostre dimensioni significa ridurre comunque questo aggregato. Nel nostro comune il costo per il personale incide per il 52% sulla spesa corrente, un dato che nelle statistiche redatte dalla PAT ci vede purtroppo ai vertici, ma che è anche influenzato da una spesa corrente storica più bassa rispetto a quella degli altri comuni di dimensioni analoghe alla nostra. Con le OOSS abbiamo convenuto ancora nel 2010 di passare ad un sistema premiale legato ai risultati effettivi raggiunti, non a valutazioni legate a sistemi contabili in cui veniva premiata la presenza anziché il risultato. Insomma riconoscere di più a chi lavora di più, a chi sa innovare, a chi sa essere più dinamico. Condividiamo il principio: “essere dipendenti pubblici determina un dovere in più, non un diritto in più” .
Abbiamo riformato la struttura del bilancio in modo che il documento di programmazione sia redatto in modo congruente con la struttura organizzativa dell’Ente allo scopo sia di semplificare la gestione dello stesso, in tal modo realizzando economie di gestione e recupero di efficienza, sia di renderlo più comprensibile anche per i non addetti ai lavori.
Come avevamo scritto nel nostro programma di governo, abbiamo fatto un bilancio partecipato che è stato presentato in tutte le Frazioni e anticipato in una apposita riunione dei Capigruppo. E’ stato inoltre organizzato un incontro per i Consiglieri per informarli sulle nuove normative di bilancio introdotte quest’anno.
Arriviamo a presentare il bilancio all’approvazione del Consiglio Comunale entro il termine del 31 marzo, avvalendoci della possibilità prevista dal Governo e dalla Provincia, per tenere conto del contenuto del Protocollo d’intesa in materia di finanza locale per il 2011, delle norme inserite nella Legge Finanziaria della Provincia (L.P. 27 dicembre 2010 n° 27) e dei principi espressi nella normativa per il Patto di Stabilità per il 2011.
Per quanto riguarda la spesa corrente, purtroppo assai rigida (il 52% della stessa è assorbita dal costo del personale e circa il 20% da costi per utenze) si confermano a grandi linee le cifre consolidate.
In questo momento in cui la crisi occupazionale si sta facendo acuta anche in Vallagarina, abbiamo scelto di confermare il potenziamento del nostro sostegno all’occupazione, ovviamente per quanto nelle nostre possibilità e con gli strumenti a nostra disposizione. Anche per il 2011 sono state attivate tre squadre nell’ambito del progetto dell’Azione 10 previsto a livello provinciale, offrendo in tal modo possibilità d’impiego a 24 persone. Altre 5 persone sono impiegate a sostegno dell’attività degli uffici.
Le nostre scelte di investimento sono state guidate dalla necessità di dotare il nostro territorio di quelle infrastrutture, in alcuni casi attese da anni, necessarie per far fronte alle esigenze di una comunità che è cresciuta numericamente in modo significativo anche a seguito di un notevole sviluppo edilizio, i cui effetti non si sono ancora completamente dispiegati.
Mori si sta rapidamente trasformando: da borgata sta diventando “città urbana” alla ricerca di una propria identità sull’asse Vallagarina – Alto Garda. L’approssimarsi alla quota storica dei 10.000 abitanti, per la necessità di farvi fronte soprattutto con la realizzazione di nuovi edifici scolastici nelle difficoltà di bilancio di cui alle premesse, ci impone scelte urbanistiche importanti, coraggiose e moderne.
La revisione del P.R.G. non può sottrarsi a questo scopo, ma ne deve diventare il principale mezzo.
La “vecchia” pianificazione del Piano Urbanistico Comprensoriale, con le sue residuali aree di espansione e le scelte, da noi non condivise, relative al comparto ex PGZ 9, sono un’eredità della quale ci stiamo facendo carico con l’attenzione per i diritti acquisiti, ma anche con l’attento monitoraggio sulle possibili alternative a scelte che riteniamo anacronistiche e largamente fuori scala.
Sono ora evidenti a tutti gli effetti di questo tipo di pianificazione. L’area del PGZ 9 in particolare, ne è un esempio. Non è sufficiente il riferimento al possibile sviluppo economico ed occupazionale a suo tempo ipotizzato su tale area, a mitigare il fatto che quella parte del nostro territorio non sarà più come prima e che lo sviluppo lì realizzato modificherà per sempre l’intera nostra comunità. Ed è per questo che il P.R.G. avrà la grande responsabilità di evitare che Mori cresca inseguendo questo modello di sviluppo insostenibile. Lo strumento urbanistico comunale, quanto più condiviso possibile, dovrà avere come prima caratteristica la ricerca di uno sviluppo urbano equilibrato e sostenibile, nell’interesse di tutte le componenti sociali ed economiche della comunità e quindi sarà redatto rendendo senz’altro prevalente l’interesse comune, cioè di tutti.
Quindi andrà privilegiata quanto più possibile la salvaguardia del territorio urbano, rurale e montano del comune, caratteristica che ne dovrà delineare il valore in futuro anche verso l’esterno. Ciò si potrà ottenere attraverso: la ricollocazione di attività esistenti a forte impatto urbanistico ed ambientale; il mantenimento e sviluppo delle caratteristiche di ogni ambito urbano, suburbano ed in aree aperte; l’assoluto ridimensionamento dello sviluppo edilizio di media e grande scala; la verifica sulla funzionalità del “sistema viario”. I punti di riferimento sono individuabili: nella volontà di creare relazioni qualitative fra spazi liberi ed edificati; nel riequilibrio delle funzioni urbanistiche territoriali, residenziali, terziarie, produttive e viabilistiche; nella ricerca di una “città verde”. Nei prossimi anni, anche attraverso l’adozione di tecnologie costruttive bioecocompatibili ed alla prescrizione di realizzare spazi verdi di qualità nelle pertinenze degli edifici, si potrà caratterizzare il nostro territorio. Questo risultato contribuirà chiaramente anche alla riqualificazione ed al rilancio di Mori in ambito turistico, potendo offrire un territorio piacevole da vivere in tutti i suoi aspetti.
Nella logica del miglioramento della competitività del territorio, per noi è importante che le aree produttive della ex-Montecatini, delle Casotte, delle Brianeghe diventino dei poli di sviluppo economico. Sia per le opportunità occupazionali connesse sia per l’effetto indotto che, in base alle nuove norme fiscali introdotte dal governo con il federalismo municipale, possono avere come fonte di entrata per le casse comunali. Con le nuove norme per poter sostenere la spesa è indispensabile avere fonti di entrata proprie.
Oltre a quanto esposto nel documento in presentazione, colgo l’occasione per aggiornare tutti i Cittadini su una serie di altre questioni aperte e importanti per la nostra comunità.
• Viabilità
LOPPIO – ALTO GARDA: è noto che la Provincia ha depositato all’Ufficio VIA il progetto preliminare del collegamento Loppio – Alto Garda il quale prevede una viabilità a doppia galleria dal lago di Loppio fino a sud di Arco.
Il Consiglio Comunale di Mori nelle osservazioni inviate alla PAT (delibera C.C. n. 42 del 11 nov. 2010) ha ribadito il fatto che tutte le soluzioni progettuali che saranno presentate
dovranno prevedere come prioritaria la messa in sicurezza dell’abitato di Loppio.
A seguito dei successivi incontri avuti con l’assessorato ai Lavori Pubblici della PAT si è concordato di costituire un Gruppo di lavoro specifico per Loppio, nel quale opereranno funzionari della Provincia e rappresentanti del Comune.
La Pat ha inoltre confermato di avere in corso la procedura di appalto per la rotatoria prevista a Loppio all’intersezione con la provinciale per la Val di Gresta, prevedendo nel corso dell’anno l’inizio dei lavori.
S.S 240 dei Laghi di Loppio e Ledro: accesso alle campagne in loc. Vinchel (Mori ovest); la Provincia sta progettando la soluzione per consentire l’accesso ai fondi attraverso un sotto passo alla S.S. 240. Soluzione che sarà condivisa con l’abitato di Mori Vecchio.
S.P. 45 Valle S Felice – Lenzima: La progettazione per il miglioramento e la messa in sicurezza di questa strada è stata inserita nel Programma dei lavori del Servizio Infrastrutture stradali e ferroviarie. Opera ora ancora più strategica in quanto necessaria ad uno sviluppo agri- turistico della Val di Gresta per valorizzare ad esempio il grande lavoro svolto dagli Alpini di Mori negli ultimi 10 anni, cioè il recupero delle opere militari del Grom (nel 2010 visitate da circa 2.500 persone).
S.P. 3 del Monte Baldo: al fine di togliere il traffico che l’altopiano di Brentonico genera e che attraversa a Mori (5.000 veicoli al giorno) nel programma di legislatura abbiamo inserito la realizzazione di una bretella interrata, per evitare incroci con le strade per Tierno, che colleghi la S.P.3 all’altezza del centro commerciale ex Heidi e si colleghi con la S.P. 90 1° tronco nei pressi della rotatoria per la zona artigianale, sfruttando il percorso ancora previsto dal PRG. Con la Provincia si è concordato di produrre un dossier sulla proposta su cui iniziare a lavorare per addivenire ad un prossimo inserimento dell’esigenza nel Programma della Opere stradali. Sul tema sarà coinvolto anche il Comune di Brentonico.
• Recupero ex Montecatini
Dopo anni di stallo si sta predisponendo il progetto, di concerto con Provincia (Assessorati all’Industria ed Urbanistica) e Trentino Sviluppo S.p.A., proprietaria dell’area, per l’adozione di una variante al PRG per l’area ex-Montecatini con lo scopo di separare le proprietà e definire due comparti: uno per gli immobili produttivi ed uno per le residenze. Si tratta di un passaggio preliminare per consentire a Trentino Sviluppo la bonifica dell’area, senza coinvolgere la società proprietaria delle ville. L’Amministrazione attuale si sta attivamente muovendo con tutti i soggetti interessati per sollecitare la partenza di questo progetto che a noi sta particolarmente a cuore, sia per la sua importanza strategica per il nostro territorio, sia perché vogliamo accelerare l’immissione nella nostra economia dei 30 milioni di euro già previsti da Trentino Sviluppo per la riqualificazione dell’area.
• Area Casotte
Attualmente è in corso, da parte della Provincia, l’appalto dei lavori per la realizzazione della viabilità d’accesso, comprensiva di quella interna. L’importo complessivo è di € 6.737.716,89. La presentazione delle offerte scade il prossimo 26 aprile e l’inizio dei lavori è previsto verso fine anno. L’area delle Casotte è lo spazio produttivo più grande del Trentino che verrà messo a disposizione degli operatori economici. È in una posizione geograficamente strategica ed ottimamente servita dalla grande viabilità. È inoltre importante anche dal punto di vista paesistico, in quanto gode di ottima visibilità, in particolare dall’A22; quindi è una “vetrina produttiva” ed in quanto tale è necessario realizzarla con una elevata qualità architettonica, anche in sintonia con i dettati del nuovo PUP in materia di salvaguardia del paesaggio e di marketing territoriale.
Al tal fine è importante che l’edificazione degli immobili produttivi avvenga in rispetto di un Piano Attuativo ai fini generali, da redigere in stretta collaborazione con la PAT, all’insegna delle migliori tecniche costruttive in materia di risparmio energetico, produzione di energia e gestione dei rifiuti.
• Area Brianeghe
L’area produttiva Brianeghe rappresenta l’ulteriore polo produttivo di Mori. È in una posizione assai delicata sia per la vicinanza all’abitato sia per la sua visibilità dall’arteria autostradale.
In questi mesi numerosi sono stati gli incontri tra Amministrazione comunale e le aziende di lavorazione inerti insediate nell’area. E’ stato raggiunto un accordo sui percorsi interni ed il conseguente utilizzo della nuova viabilità realizzata da una delle aziende ivi operanti. Ora va formalizzato comprendendo anche le permute dei sedimi vecchi e nuovi della viabilità ed andrà redatto un piano guida che consenta anche una conversione produttiva delle attuali attività.
• Area Piccoli
Altro annoso problema è la riqualificazione dell’area Alpi Marmi Piccoli. Diversi sono stati gli incontri con la proprietà e con il SAIT interessato alla possibile collocazione sull’area della Famiglia Cooperativa. L’area, facente parte del centro storico, è soggetta ad un progetto di riqualificazione urbanistica e la nuova normativa provinciale sul commercio facilita la collocazione in centro storico delle superfici di vendita del tipo alimentari. L’eventuale presenza in quest’area della Famiglia Cooperativa risponderebbe a diversi obiettivi dell’Amministrazione comunale: si ritiene importante il permanere di un supermercato di alimentari in tale zona, attualmente tutte le altre grandi superfici di vendita sono collocate nella parte ovest della borgata; la presenza in centro storico di un insediamento di questo tipo sarebbe funzionale alla realizzazione del centro commerciale naturale; inoltre l’attività della Famiglia Cooperativa in Mori garantisce anche l’apertura dell’altro punto vendita di Tierno, servizio ritenuto indispensabile poichè tale abitato vede la presenza di molti anziani, diversamente in grande difficoltà nell’effettuare la spesa.
In questi ultimi mesi l’Amministrazione comunale si è resa parte attiva per facilitare la realizzazione di un progetto condiviso.
• Parco dei sapori
Tra le opere finanziate, che troviamo riportata nel Programma delle Opere Pubbliche, c’è il Parco dei Sapori. Se ne parla ormai da più di 10 anni. Ad oggi abbiamo il terreno su cui deve sorgere già espropriato e il progetto esecutivo redatto ed approvato, in sostanza pronto per l’appalto. Però nelle opere previste dal progetto mancano alcune voci, stimate dal progettista in circa 600.000 €, che non trovano copertura nel finanziamento assegnato dalla PAT; tale maggior spesa, potrebbe essere coperta con l’importo del ribasso d’asta, visti gli ultimo appalti assegnati.
L’opera rientra in quelle previste dal Patto Territoriale della Val di Gresta nel quale abbiamo come partner i Comuni di Isera e di Ronzo – Chienis. I nuovi amministratori dei due Comuni hanno da subito manifestato perplessità sull’opportunità di realizzare l’opera, per vari motivi: per i possibili problemi gestionali che potrebbero comportare costi per i Comuni; sostengono che nell’epoca di internet, ci siano modalità più efficienti per la promozione del territorio; infine ritengono che ci siano altre opere più importanti per lo sviluppo dei loro comuni.
Diversi sono stati gli incontri tra le tre Amministrazioni, con il Tavolo del Patto e con la Provincia.
Un recente incontro con esperti nazionali di Slow Food, già impegnati anche con la creazione di alcuni presidi proprio in Val di Gresta, porterà all’emissione di un loro parere su questo progetto di promozione del territorio.
Negli incontri fatti in questi primi mesi ci si è trovati concordi sull’imprescindibile necessità di promuovere i nostri territori. Scartata l’ipotesi, contenuta nel progetto iniziale, di una gestione diretta da parte delle amministrazioni pubbliche, si sta valutando la possibilità di realizzare l’opera attraverso le modalità della finanza di progetto. Con tale strumento si individuerebbero sia il realizzatore dell’immobile sia il gestore, imprenditori singoli od associati, confermando in tal modo l’interesse degli operatori economici sulla validità dell’iniziativa.
• Cantina sociale
È in via di completamento la realizzazione della nuova Cantina Sociale, per la quale il precedente Consiglio Comunale aveva approvato apposita deroga urbanistica.
Da tempo è in corso una trattativa tra Cantina Sociale e Provincia, tramite Patrimonio del Trentino S.p.A., per la vendita della vecchia struttura di via del Garda. Per completare questa operazione Patrimonio del Trentino ha chiesto al nostro Comune di dichiarare il proprio interesse al subentro nella proprietà.
Questa Amministrazione, pur in assenza dello strumento del nuovo PRG, quindi in mancanza di scelte definitive in tema di realizzazione di nuove opere pubbliche, ha comunicato di avere un concreto interesse per destinare l’area a un uso pubblico.
Le attuali priorità di investimento quali la ricostruzione della Scuola Media, il potenziamento degli acquedotti, il completamento reti fognarie in Val di Gresta, la messa in sicurezza da caduta sassi dell’abitato di Mori, oltre alle incertezze di bilancio impongono che l’operazione in parola sia realizzata non precludendoci le possibilità di ottenere i finanziamenti per le altre opere pubbliche ritenute prioritarie.
• Opera di prevenzione frane nell’abitato di Mori
Nel corso del 2007 è stato redatto ed approvato da parte dell’Amministrazione comunale, il progetto preliminare per la “Realizzazione opera paramassi a protezione dell’abitato di Mori, da Mori Vecchio al Santuario di Monte Albano” a firma dell’ing. Giovanni Togni. L’attuale versione progettuale prevede la realizzazione di una serie di valli – tomi aventi la funzione di fermare e raccogliere, prima dell’impatto con le sottostati abitazioni, eventuali massi provenienti dalle pareti rocciose alle spalle della borgata.
Il tema è sicuramente complesso e reso ancor più difficile, oltre che dagli aspetti finanziari, dal fatto che si rende ora necessario anche un intervento a protezione della parte ovest di Ravazzone.
Probabilmente la soluzione ottimale per rendere sicuro l’abitato di Mori, contemperando tutte le necessità, ivi incluse la salvaguardia delle proprietà, l’aspetto paesaggistico, le difficoltà d’accesso, la gestione del cantiere ed il contenimento dei costi, richiede l’applicazione di diverse soluzioni, oltre al vallo – tomo anche la posa reti di reti e il bloccaggio di massi in parete.
La complessità e delicatezza dell’intervento, ma anche la localizzazione, cioè in fondovalle dell’Adige, nelle vicinanze dell’A22, ha portato a richiedere recentemente alla PAT che sia essa stessa ad assumersi l’onere della progettazione e realizzazione. In tal modo l’opera potrebbe divenire, nel contempo, anche un esempio di applicazione delle diverse discipline ed essere un progetto pilota.
A - PROVVEDIMENTI FINANZA PUBBLICA
Un ente come il nostro ha un bilancio in cui le entrate sono fino ad ora fondamentalmente determinate in modo esogeno, a questo proposito va rilevata la volontà della PAT di considerare anche l’entità dei finanziamenti percepiti in passato nel determinare l’entità dei trasferimenti futuri, in questa situazione di contrazione delle risorse disponibili.
In previsione delle ulteriori variazioni che interverranno nei prossimi anni sul fronte della finanza pubblica generale è necessario prepararsi per essere in grado di attivare anche fonti autonome di entrate.
Con l’entrata in vigore del federalismo municipale verranno restituite ai Comuni la facoltà di imporre addizionali Irpef, la possibilità di reintrodurre la tassa di scopo per progetti mirati prevista dalla Finanziaria 2007 e viene istituita l’imposta municipale unica (Imu) la quale sostituirà a partire dal 2014 alcune imposte locali.
Anche in vista dell’introduzione di queste novità abbiamo ritenuto necessario un intervento di riorganizzazione dell’Ufficio tributi sovra comunale. Vogliamo ristrutturare questo ufficio al fine di renderlo più rispondente alle nuove esigenze della finanza locale. Con l’attuazione del federalismo fiscale sembra diventare viepiù importante per i comuni disporre di una conoscenza approfondita della realtà economica del proprio territorio affinchè si riesca a costruire un sistema equo in cui tutti concorrano in base alle proprie capacità allo sforzo comune.
Sul lato delle spese correnti abbiamo un bilancio che in buona parte è ingessato, dove oltretutto intervengono vincoli posti da enti esterni che riducono la possibilità di manovra. Nel contempo è stato rafforzato ulteriormente il controllo sulla spesa corrente, imponendo dei vincoli ulteriori per il rispetto del Patto di stabilità, le cui prescrizioni vanno osservate per non essere, penalizzati in termini di risorse erogate dalla P.A.T.
In questo bilancio sono stati avviati quei provvedimenti di contenimento della spesa e recupero dei costi sostenuti per i servizi a domanda individuale che si renderanno sempre più necessari con le risorse che sono in calo per consentirci di mantenere l’elevato standard qualitativo dei servizi attualmente offerti e rendere gli stessi disponibili per un maggior numero di utenti.
Sarà comunque sul lato degli investimenti che qualificheremo la nostra azione di governo e la nostra ricerca di finanziamenti presso i vari enti, provinciali, nazionali ed europei che possano prevedere leggi o progetti negli ambiti di nostro interesse. Per finanziare gli investimenti che andremmo a fare nei prossimi anni nell’edilizia scolastica e sulle infrastrutture si intende attuare anche un piano di valorizzazione e dismissione delle proprietà comunali non più funzionali al perseguimento dei nuovi obiettivi che il comune si deve porre in questa stagione di cambiamenti.
B - PROGRAMMA COMUNALE
Sul piano programmatico-operativo le scelte dell’Amministrazione comunale ricalcano il proprio programma amministrativo e sono esposte dettagliatamente delle relazioni previsionali allegate.